I principali siti aziendali non sono pronti per IE7
Un’indagine ha rivelato che almeno il 13% dei siti web delle principali aziende britanniche non sono pronti per l’arrivo della nuova versione di IE7, ultimo aggiornamento dal rilascio di IE6 nel lontano 2001. Internet Explorer è usato da circa l’80% degli utenti, secondo l’agenzia Etre, specializzata in usabilità, che ha condotto l’indagine tra le aziende inglesi inserite nell’indice FTSE 100.”Il 20 ottobre scorso – solo due giorni dopo il rilascio di IE7 – abbiamo condotto una breve analisi interna,” affermano a Etre. “Abbiamo visualizzato su due computer i siti di tutte le cento aziende dell’indice FTSE 100 sia con IE6 sia con IE7. Le aziende erano pronte per IE7? I loro siti erano visualizzati correttamente? O si è trattato solo di un polverone?”
L’agenzia ha scoperto che il 13% dei siti aveva qualche problema nell’uso di IE7. “I problemi riguardano sia la grafica della pagina (come nel caso dei siti di Alliance e Leicester) sia piccoli errori di visualizzazione (Hanson)” sostiene Etre. Gli altri siti coinvolti sono risultati BHP Billiton, BP, British Energy Group, Compass Group, Lloyds TSB, Northern Rock, Sage Group, Shire Pharmaceuticals Group, Standard Life, Unilever e Yell Group.
Etre riconosce che il campione non è statisticamente rilevante per estrapolarlo all’intera rete internet, tuttavia se esiste la stessa proporzione di siti “problematici” riscontrata nell’indagine, allora almeno 12 milioni di siti nel mondo avranno problemi col rilascio di IE7.
Microsoft ha già avvertito che il motore di rendering interno di IE7 è piuttosto diverso dal precedente e ha invitato le aziende ha effettuare opportuni test col nuovo browser.
Il rilascio di IE7 avrà un impatto non da dopo dal momento che si installerà automaticamente attraverso il servizio Windows’ update presente sui sistemi Microsoft, percui diverrà il browser predefinito su milioni di computer contemporaneamente a partire dal 1 Novembre.
Sorprendentemente, sembra essere proprio la ritrosia delle aziende dell’indice FTSE 100 ad aggiornare i propri siti agli standard di usabilità e accessibilità ad evitare che il problema si facesse più grave.
“Vale la pena sottolineare che la generale mancanza di aderenza agli standard web tra i siti analizzati li ha protetti da eventuali bachi ed errori di IE7,” affermano a Etre. “IE7 tende ad avere non poche difficoltà nella visualizzazione di pagine compatibili con gli standard – soprattutto se si usano aggiustamenti e accorgimenti vari per migliorare la presentazione con IE6. Poiché la maggior parte dei siti non è aderente agli standard, riteniamo che i nostri risultati siano abbastanza rappresentativi.”
Fonte:regdeveloper.co.uk